Evoluzione di una professione antica

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  • A fianco di piccole e medie imprese per contrattualistica, recupero crediti, responsabilità civile e penale

  • Contrattualistica, locazioni e sfratti, risarcimento per vizi, esecuzioni

  • Perfezionamento in diritto sportivo: contratti, procedimenti disciplinari, sponsorizzazioni, infortuni

  • Risarcimento danni da sinistro stradale, da colpa medica e da fatto illecito in generale

Diritto sportivo

Studio Legale Rossetti Avv. Pier Antonio

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CONTRATTO DI SPONSORIZZAZIONE:

VANTAGGI PER LE IMPRESE (E PER LE SOCIETA' SPORTIVE)

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La sponsorizzazione oggi costituisce la primaria fonte di sussistenza delle società sportive, le quali (soprattutto le numerose associazioni dilettantistiche) continuano a svolgere un'importante funzione sociale ed educativa nonostante le varie difficoltà economiche.

È già noto come l'attività sportiva contribuisca al miglioramento della salute e della qualità della vita degli adulti, oltre a diffondere tra i più giovani i valori dell'amicizia, del sacrificio, dello spirito di squadra. In questa sede pertanto non ci soffermiamo sull'indiscusso valore sociale, ma piuttosto sulle meno note potenzialità della sponsorizzazione per la piccola e media impresa, che cercheremo di spiegare con un linguaggio semplice privo di tecnicismi.

Anzitutto, è bene ricordare che il contratto di sponsorizzazione è un contratto atipico, cioè non espressamente disciplinato dalla legge, i cui contorni sono stati definiti dalla giurisprudenza in applicazione dei principi generali.

Si tratta quindi di un accordo secondo cui un soggetto (sponsor) versa un corrispettivo e/o fornisce materiale allo sponsorizzato (sponsee) affinché il proprio brand venga associato ad un evento o ad una società sportiva, aumentandone quindi la notorietà e conseguentemente la commercializzazione.

In alcuni casi, il nome o il marchio dell'azienda apparirà durante le manifestazioni sportive, ad esempio su manifesti, divise, ecc. In altri casi, lo sponsor fornirà alle società sportive direttamente il materiale necessario recante il proprio logo (abbigliamento, attrezzature, ecc.), pregiandosi poi della qualifica di "fornitore tecnico.

In ogni caso, qualsiasi sarà la forma di sponsorizzazione prescelta, l'intervento dello sponsor renderà possibile economicamente l'organizzazione stessa degli eventi ovvero la stessa partecipazione delle squadre alle competizioni sportive.

Da questi sommari cenni sono già facilmente intuibili le potenzialità di un tale accordo per entrambe le parti, di seguito sommariamente individuati:

- per lo sponsor, la diffusione del brand con i conseguenti benefici in termini di marketing, oltre al "ritorno di immagine" derivante dalla funzione sociale di "sostegno" allo sport ed ai suoi valori, specie quello dilettantistico;

- per la società sportiva, la possibilità di finanziare la propria attività quotidiana, anche attraverso la fornitura diretta del materiale (tecnico sportivo o meno) di cui necessita quotidianamente.

Occorre però osservare che, per massimizzare i benefici di un tale rapporto, le parti devono anzitutto individuare il partner più appropriato alla propria immagine, in quanto l'oggetto del rapporto si fonda proprio su una reciproca valorizzazione del brand, così indissolubilmente legata all'immagine, al decoro ed alla rispettabilità di entrambe le parti.

E' parimenti importante che le parti, possibilmente con l'aiuto di un avvocato specializzato in materia, disciplinino gli aspetti caratteristici di questa tipologia di accordo, di seguito elencati:

- modalità di diffusione del marchio,

stabilendone in modo dettagliato luoghi, beni o materiali di apposizione, misure, tempi e modalità di esposizione, ecc.;

- eventuale clausola di esclusiva,

assicurando che altre aziende (quanto meno dello stesso settore merceologico) non sponsorizzino gli stessi eventi o la stessa società sportiva;

- diritto di utilizzo dell'immagine,

degli atleti e/o della società sportiva, per iniziative e/o eventi promo-pubblicitari, previo accordo sul contenuto delle rispettive campagne senza creare conflitti con eventuali sponsor personali degli atleti;

- tutela dell'immagine delle parti,

introducendo obblighi di comportamenti e di dichiarazioni non lesive dell'immagine dell'altra parte, prevedendo ipotesi di risoluzione del rapporto nei casi più gravi;

- fornitura del materiale tecnico-sportivo,

disciplinando caratteristiche tecniche dei materiali, ma anche i tempi di consegna, evitando che la squadra durante la stagione non rimanga mai senza abbigliamento o materiale tecnico in genere; ovvero impedendo che al termine del rapporto, una delle parti (specialmente lo sponsor) continui a trarne beneficio senza averne più diritto;

- tutela dell'autonomia decisionale della società sportiva,

in modo che lo sponsor non possa mai influenzare le scelte tecnico-sportive;

Ovviamente, le parti, anche con l'aiuto del proprio legale, dovranno prevedere poi corrispettivo economico, modalità di pagamento, durata e rinnovo contrattuale, clausole risolutive espresse, eventuale arbitrato, legge applicabile e foro competente.

Infine, non si trascurino poi i vantaggi fiscali per l'impresa. Infatti, la giurisprudenza è oramai giunta ad ammettere la deducibilità dei costi documentati sostenuti per la sponsorizzazione, in quanto "inerenti" all'attività della stessa, vale a dire finalizzati alla produzione di ricavi e proventi.

Anche questo aspetto denota un notevole vantaggio per l'impresa che decide di sostenere lo sport di ogni livello.

E' evidente come per la definizione e per la stesura dell'accordo (ma non solo) sia opportuno che le parti si affidino ad un legale specializzato in materia, per sfruttare pienamente tutte le potenzialità sopra indicate del rapporto in questione.

IMPRESA E SPORT: intervento dell'Avv. Rossetti su IL SOLE 24 ORE - DIRITTO 24

CONTRATTO DI SPONSORIZZAZIONE:

I VANTAGGI PER LE IMPRESE

(e per le società sportive)

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Sostegno allo sport, notorietà del marchio e benefici fiscali per le imprese che sponsorizzano eventi o società, che nel contempo traggono un prezioso aiuto economico per le attività quotidiane.

 

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Sport e Regolamenti

TENNIS: LA FEDERAZIONE CAMBIA IL REGOLAMENTO

PER LE CLASSIFICHE 2018

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Abolizione del capitale di partenza e aumento del numero di incontri validi ai fini del calcolo della propria classifica per una maggiore fluidità delle classifiche.

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Da quest’anno la FIT – Federazione Italiana Tennis – ha modificato i criteri per il calcolo delle classifiche.

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In una nota del 23 marzo u.s. si legge: “Le novità sostanziali sono due: l'abolizione del capitale di partenza (ovvero il punteggio-base che ciascun giocatore si portava dietro nella classifica di appartenenza) e l'aumento del numero degli incontri validi ai fini del calcolo della propria classifica”.

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Vale a dire che è stato eliminato il “tesoretto” iniziale, ossia quel numero di punti attribuito a ciascun giocatore all’inizio della stagione in ragione della propria classifica.

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Infatti, per esempio, ad un giocatore di quarta categoria all’inizio della stagione venivano attribuiti automaticamente 50 punti, che costituivano circa il 10% dei punti necessari per la promozione. Invece, ad un giocatore di seconda categoria, venivano attribuiti circa il 50% dei punti necessari alla promozione indipendentemente dai risultati conseguiti nella nuova stagione.

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Dal 2017 cambia tutto ai fini della classifica 2018.

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La Federazione precisa che “L'intento della FIT non è certo stato quello di penalizzare i giocatori più esperti e più vincenti nelle precedenti stagioni: la cancellazione del “tesoretto” è stata decisa con l'unico scopo di evitare una eccessiva cristallizzazione delle classifiche”.

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Lo scopo della modifica pare essere quindi una maggior fluidità della classifica, se si considera che “a fronte dell'abolizione del capitale di partenza i giocatori possono contare su un aumento dei risultati da considerare ai fini del calcolo”.

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Infatti, come di consueto, per il calcolo dei punti non verranno considerati tutti i risultati acquisiti, ma solo i migliori risultati della stagione.

La novità è che da quest’anno il numero di “risultati utili” sarà più alto per tutte le categorie, salva la possibilità di considerare le “vittorie supplementari” attribuite in ragione dei coefficienti che tengono in considerazione un buon rapporto tra vittorie e sconfitte.

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Restano invariati i restanti criteri:

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per ogni stagione si considerano i risultati acquisiti dal 1 novembre al 31 ottobre dell’anno successivo;

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vengono ridotti i punti guadagnati in tornei sperimentali o a punteggio ridotto;

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vengono attribuiti bonus in assenza di sconfitte con avversari di classifica pari o minore, oppure in caso di vittoria di torneo;

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Per ogni altra informazione rinviamo al sito della Federazione.

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La Federazione ammette che più si sale di classifica e più sarà difficile compensare il punteggio mancante del capitale di partenza con quello derivante dalle vittorie ottenute sul campo.

Però conclude: “la FIT ritiene sia importante che lo stimolo a migliorarsi ogni giorno anziché vivere “di rendita”, fondamentale per i giocatori professionisti, debba essere sempre presente e vivo a tutti i livelli”.

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Non resta che scendere in campo per fare i punti! Buona fortuna!

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