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Diritto di famiglia

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La Legge sul cyberbullismo: le parole continueranno ancora ad uccidere?

A cura della Dottoressa Stefania Longo

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Nella Gazzetta Ufficiale del 3 giugno u.s. è stata pubblicata la Legge 29 maggio 2017 n. 71 sul cosiddetto “Cyberbullismo”.

Si tratta di un fenomeno purtroppo molto diffuso, in quanto secondo gli ultimi dati ISTAT, quasi il 6% tra i giovani che utilizzano il cellulare o internet, ha denunciato di aver subito azioni moleste attraverso sms, e-mail, chat o social network. Questi dati hanno portato l’unanimità al Montecitorio permettendo l’introduzione di una tutela reale.

La legislazione italiana non prevedeva infatti un vero e proprio reato di Cyberbullismo ma puniva tali comportamenti lesivi facendo riferimento a diverse fattispecie di reato previste dal codice penale.

Tale vuoto normativo è stato colmato con la legge 29 maggio 2017 n. 71 "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo".

Vediamo quali sono le principali novità introdotte dal provvedimento.

Viene data per la prima volta una definizione, all’art. 1, di cyberbullismo intendendo “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo".

Sempre l’articolo 1 stabilisce “quale gestore del sito Internet ai fini del provvedimento, il prestatore di servizi della società d'informazione”: in pratica, tutti i fornitori di contenuti su Internet, eccetto gli access provider – cioè chi provvede all’accesso alla rete Internet - , i cache provider -prestatori di servizi di memorizzazione temporanea - e i motori di ricerca.

Il minore che abbia compiuto 14 anni e che sia vittima di bullismo informatico, oltre a ciascun genitore o a chi esercita la responsabilità, può rivolgere istanza al titolare del trattamento o al gestore del sito Internet o del social media per ottenere l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet che deve essere eseguita entro 48 ore dall'istanza.

Se il gestore non provvede, è possibile rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali che interverrà direttamente le successive 48 ore.

È stato anche istituito un tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che dovrà redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni legati al cyberbullismo, in parallelo a periodiche campagne informative di sensibilizzazione attraverso i principali media.

Inoltre, in ogni istituto scolastico, verrà individuato un docente quale referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto del fenomeno. Infatti L'articolo 4-bis “affida al dirigente scolastico il compito di informare tempestivamente i genitori dei minori coinvolti in atti di bullismo o cyberbullismo. Sentite le famiglie e valutata la gravità degli episodi, il dirigente convoca i minori coinvolti, il referente scolastico e i rappresentanti di classe per l'adozione delle misure necessarie.

E’ prevista inoltre la procedura di ammonimento da parte del questore già prevista in materia di stalking di cui all’art. 612 bis c.p.

In tali casi, al verificarsi di condotte di ingiuria, diffamazione, minaccia e trattamento illecito di dati personali commessi mediante internet da minori ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne, il questore può convocare il minore con almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale. In ogni caso, l’ammonimento è possibile sino a quando non sia stata proposta querela.

Finalmente un intervento legislativo su un fenomeno molto grave.

Infatti, il cyber agisce con comportamenti ben precisi: intenzionalità, ripetibilità e asimmetria.

Ci deve essere l’intenzione di arrecare un danno e/o disagio morale nel caso di cyberbullismo, alla vittima con un comportamento di prevaricazione reiterato, frequente e ripetibile nel tempo. Qualunque sia la forma dei comportamenti offensivi è presente un’asimmetria cioè il persecutore si avvale della maggior forza psicologica o fisica rispetto alla vittima.

Queste offese ripetute portano la persona a vivere una costante situazione di ansia portando allo sviluppo di un senso di impotenza. Viene accettato il ruolo di “inferiore”.

Non ci possiamo stupire se gli adolescenti, età più colpita in quanto più fragile, adottano comportamenti aggressivi verso altri individui perché la società moderna ci porta a confrontarci con sentimenti di insoddisfazione, smarrimento e crisi d’identità.

La scuola, la famiglia e le istituzioni hanno un ruolo determinante nella crescita dell’adolescente. Bisogna insegnare ai giovani la differenza fondamentale tra l’insulto e la critica. La critica ci dà una possibilità di crescita e di scelta mentre l’insulto no. Con gli insulti non ci sentiamo mai al sicuro.

Separazioni e divorzi
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Dott.ssa Gina Acciardi

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Negoziazione assistita: separazioni e divorzi consensuali in venti giorni, nello studio degli avvocati senza andare in Tribunale.

A cura di Gina Acciardi

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Grazie al D.L. 12 settembre 2014 n. 132, convertito in L. 10 novembre 2014 n. 162, che ha introdotto la c.d. procedura di negoziazione assistita, le soluzioni consensuali di separazioni, divorzi e modifica delle condizioni, hanno recentemente registrato un considerevole aumento.

Infatti, ad oggi, la coppia che consensualmente vuole separarsi o divorziare non dovrà necessariamente rivolgersi al giudice, ma avrà la possibilità di scegliere il procedimento di negoziazione assistita, con l'assistenza di un un avvocato per ciascun coniuge.

In caso di esito negativo del tentativo di conciliazione esperito a mezzo dei rispettivi legali, le parti sottoscriveranno le condizioni dell'accordo di separazione o di divorzio direttamente davanti agli avvocati, i quali dovranno certificare l'autenticità delle sottoscrizioni e prestare alcuni dichiarazioni di rito.

Successivamente, dette condizioni verranno sottoposte al vaglio della Procura della Repubblica per il tramite degli avvocati.

A questo punto si aprono due scenari:

1) se non vi sono figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita è trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente il quale, quando non ravvisa irregolarità, rilascia agli avvocati il nullaosta per gli adempimenti successivi;

2) se vi sono figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni dalla sottoscrizione al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza.

In caso contrario, ossia se l'accordo non risponde all'interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo.

Ottenuto il nulla osta o l’autorizzazione, a seconda dei casi, l’avvocato ha l’obbligo di trasmettere all’ufficiale dello stato civile del comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto l’accordo autenticato e munito delle certificazioni di legge; l’accordo dovrà essere trasmesso entro dieci giorni (art 6 co.3) pena l’applicazione di un’importante sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti dell’avvocato tenuto alla consegna della documentazione di cui sopra. Gli ufficiali dello stato civile procederanno così all’annotazione dell’accordo a margine dell’atto di nascita e di matrimonio.

Com’è facile intuire, tale procedura, sopra descritta in modo semplificato, permette di accelerare i tempi (l'iter si completa di regola in 15-20 giorni complessivi) e di evitare ai coniugi di comparire in udienza innanzi al Presidente del Tribunale per l’omologazione del propri accordo.

La stessa infatti si consuma tra le “quattro mura” dello studio legale, anche in un solo incontro congiunto, demandando agli avvocati tutti gli adempimenti procedurali e burocratici del caso, sino alla trascrizione dell'accordo nel registro degli atti di matrimonio.

Tali novità normative hanno aperto uno scenario che solo pochi anni fa era considerato chimerico, quando, infatti, nei casi di separazione, anche se consensuale, l’unica strada percorribile (peraltro ancora oggi possibile) era quella di presentare un ricorso congiunto obbligando i coniugi a comparire in Tribunale per il tentativo di conciliazione ad un'apposita udienza fissata anche cinque o sei mesi dopo.

Ad oggi la negoziazione assistita ne costituisce una valida alternativa per tutti i coniugi che intendano separarsi consensualmente, limitando comunque fasi di vita molto delicate e dolorose. Avere la possibilità di esperire una procedura più breve e più discreta che possa evitare ai coniugi di “sfilare” per le aule del Tribunale è certamente la soluzione più auspicabile, anche per limitare conflitti tra coniugi nel preminente interesse dei minori.

Alla luce di quanto dedotto, appare chiaro che la via migliore è sempre quella di un percorso volto al superamento della crisi familiare. Di tale avviso è anche il nostro Legislatore il quale, attraverso i recenti interventi normativi, si è proprio posto l‘obiettivo di stimolare le parti al raggiungimento di una soluzione bonaria affidando all’avvocato il ruolo di negoziatore.

Il compito degli avvocati sarà pertanto quello di valorizzare le rispettive ragioni e, senza necessariamente ricondurre all’unità, riparare le fratture che la crisi coniugale ha comportato prospettando una soluzione bonaria che possa contemperare i reciproci interessi delle parti.

Naturalmente, ogni singolo caso richiede una valutazione specifica.

Dott.ssa Gina Acciardi

Avvocato Prat. Abilitata al Patrocinio

Studio Legale Rossetti

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